Csf scrive al prefetto di Como

cropped-4-como-senza-frontiere-logo.pngIl 12 novembre la  rete Como senza frontiere ha scritto al prefetto di Como per segnalare una serie di problemi e invitarlo a porvi rimedio. Atteso, per rispetto istituzionale, un ragionevole tempo in attesa di una risposta, Csf   rende pubblica la lettera.

Spett. Sig. Prefetto,

al termine dell’incontro svoltosi il 19 Ottobre u.s. presso la prefettura, in seguito alla nostra segnalazione di alcuni limiti e disservizi da noi riscontrati in ordine alla gestione del Campo di via Regina Teodolinda, Lei ha dichiarato la disponibilità a ricevere eventuali altre osservazioni, in qualità di responsabile ultimo della conduzione del Campo stesso.

In conseguenza di ciò e in seguito ad un’attenta valutazione di quanto contenuto nel Regolamento del Campo, nonché di alcuni episodi e situazioni verificatisi dalla sua apertura ad oggi, le elenchiamo alcuni punti di criticità, per i quali riteniamo indispensabile trovare soluzioni rapide e adeguate.

Il regolamento del campo non è a disposizione di tutti gli ospiti. Esso viene fatto firmare solamente dopo la registrazione in questura e spesso chi si è registrato precedentemente non è nemmeno a conoscenza dell’ esistenza di un regolamento.

Al punto 1 del regolamento del campo è menzionata una “Tabella operativa per la gestione del Campo profughi” che regola le modalità di accesso alla struttura. Chiediamo che questa tabella venga esposta all’esterno del campo e che venga resa nota, come già richiesto dal Consiglio  Comunale, sia alla cittadinanza sia ai volontari che si occupano di quei molti che ogni notte dormono per le strade della nostra città non potendo accedere al campo, affinché migranti, cittadinanza e volontari abbiano un riferimento oggettivo e univoco, contrariamente alle dichiarazioni rese dagli addetti al centro, raramente concordi fra loro.

Al punto 4 del regolamento del campo si dichiara che le tensostrutture messe a disposizione da Caritas “saranno adibite a mensa ma anche a luogo comune di ritrovo e svago”; chiediamo,quindi, che tali strutture, al momento aperte solamente nell’orario dei pasti, siano accessibili agli ospiti in altri momenti della giornata.

Nuovamente segnaliamo che molti ospiti lamentano la scarsa quantità e qualità del cibo fornito dal servizio esternalizzato di catering. In tal senso chiediamo che si valuti l’opportunità da parte Sua di prevedere sopralluoghi con cadenza variabile da parte di personale qualificato sulla qualità e congruità del servizio di mensa.

Al punto 5 del regolamento del campo, alla voce “Servizi offerti”, compaiono numerosi servizi che allo stato sono disattesi  o si sono avviati con notevole ritardo; come ad esempio la “fornitura di indumenti personali” di cui al punto F, in particolare:

– il servizio di “assistenza burocratica, accompagnamenti con tutte le relative spese a carico del Centro”: attualmente però gli ospiti vengono inviati da soli, in assenza di qualsivoglia assistenza sopratutto di intermediazione linguistica,  agli uffici della questura ricevendo indicazioni approssimative, rendendo, così, più difficoltoso anche il lavoro delle Polizia di Stato.

– il servizio di “presidio sanitario”: al momento è gestito da medici volontari per sole due ore giornaliere. Nell’ambulatorio medico, che non è fornito di un lavandino con acqua corrente, vengono visitati due pazienti contemporaneamente, violando il doveroso obbligo di riservatezza e privacy.

– il servizio di “supporto psicologico”: al momento non viene offerto. Ci è del tutto oscuro il motivo per cui MSF, che aveva offerto questo servizio gratuitamente, sia stata di fatto allontanata dal campo.

– il servizio di “mediazione culturale, informazione e orientamento”: sono attualmente insufficienti – manca quale fondamentale supporto all’attività dei medici volontari e all’accompagnamento in Questura-.

– il servizio di “supporto legale”: è al momento inesistente. L’Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti, istituito per coadiuvare tale scopo, è tutt’oggi osteggiato all’esterno.

– il servizio di “Restoring family links”: non viene offerto.

Molto spesso a queste mancanze sta sopperendo ancora, dopo mesi, l’attività di volontariato di cittadini/e e professionisti/e.

Tuttavia il costo di questi servizi rientra nei venticinque euro a persona con cui viene regolarmente finanziata la gestione del campo.

Segnaliamo, infine, che alle donne presenti nel centro non sono forniti assorbenti igienici.

Al punto 6 del regolamento del campo, alla voce “Assenze”, è scritto che, se un ospite registrato nel campo si dovesse allontanare per un periodo superiore alle 72 ore, il Coordinatore del centro è tenuto a comunicarne  l’assenza a Prefettura e Questura. Sappiamo che ciò fa sì che non siano possibili nuove registrazioni al campo poiché gli spazi, di fatto non del tutto occupati, sono formalmente al completo. Anche per questo molte persone sono costrette a dormire in strada. Chiediamo quindi che si stenda una lista di attesa per le persone intenzionate a registrasi al campo.

All’interno del campo convivono negli stessi spazi persone adulte ed un numero sempre più elevato di minori , sebbene ciò sia contrario alla normativa che tratta la materia in questione sotto diversi aspetti. Infatti, il decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142, che disciplina le misure di accoglienza per i minori stranieri non accompagnati prevede espressamente che, “ in presenza di arrivi consistenti e ravvicinati di minori non accompagnati, ove temporaneamente non siano disponibili posti nelle strutture governative loro dedicate di prima accoglienza o nell’ambito dello SPRAR e l’accoglienza non possa essere assicurata dal Comune in cui il minore si trova, il prefetto disponga, ai sensi dell’articolo 11 dello stesso decreto legislativo, l’attivazione di strutture ricettive temporanee esclusivamente dedicate ai minori non accompagnati”.

Segnaliamo, inoltre, che le strutture dedicate ai minori non accompagnati o, in ogni caso, che ospitano in via d’urgenza minori non accompagnati, devono fornire servizi specificatamente loro dedicati di assistenza sociale, psicologica individuale, sanitaria individuale e supporto scolastico ai fini del loro inserimento nel sistema ospitante, nonché attività ludiche e ricreative ai fini di agevolare la socializzazione, in spazi dedicati, organizzati da enti autorizzati.

Poiché il bando provinciale per l’affidamento del servizio di accoglienza a favore di minori stranieri non accompagnati è scaduto, chiediamo che venga reso noto l’esito e i relativi nominativi delle strutture che, nell’eventualità, si sono aggiudicate il bando, nonché i tempi di attuazione dello stesso, nonché, in base a quanto sopra detto, di avere la garanzia che il campo torni ad essere destinato anche agli adulti.

L’assegnazione dei posti letto è affidata al caso, senza garantire omogeneità e vicinanza fra persone con medesima provenienza etnica e cultura; cosa che potrebbe favorire un clima più disteso e solidale, indispensabile in un contesto di per sé deprimente e frustrante.

Ai punti 8 e 9 del regolamento è previsto l’allontanamento degli ospiti “in caso di grave infrazione al Regolamento o reiterazione di un comportamento non conforme al Regolamento medesimo”. Ad esempio, in data 21 Ottobre un ragazzo maggiorenne Etiope di etnia Oromo è stato espulso per aver ceduto il suo badge. In merito a queste dinamiche, chiediamo di sapere chi verifica le cause prima di procedere con l’allontanamento e se, vengono disposte eventuali provvedimenti di revoca delle condizioni di accoglienza.

Nella speranza che voglia prendere buona nota, ci aspettiamo che assuma provvedimenti tempestivi e di avere un riscontro con rassicurazioni e formale assunzione di impegni con i tempi urgenti che la situazione richiede.

Cordiali saluti,
Annamaria Francescato

portavoce di
Como senza frontiere

Hanno aderito: AIFO Como, Anpi Monguzzo, Anpi provinciale Como, Arci Como, Arci-ecoinformazioni, Associazione artistica Teatro Orizzonti inclinati, Associazione Par Tüc,  Associazione Luminanda,  Casa d’Arte asd Unione Sportiva Acli, Cgil Como, Comitato Cantù antifascista, Comitato Como Possibile Margherita Hack, Consulta provinciale degli studenti Como, Cooperativa Garabombo, Coordinamento Arte migrante Como, Coordinamento comasco per la Pace, Coordinamento comasco contro l’omofobia, Donne in nero Como, Emergency Como, Giovani comunisti Como, I Bambini di Ornella, Il baule dei suoni, L’altra Europa Como, L’isola che c’è, Libera Como, Missionari comboniani di Como e Venegono, Parrocchia di Rebbio,  Prc/Se provinciale Como, Scuola di italiano di Rebbio, Scuola di italiano serale di Rebbio, Sel provinciale Como, Sprofondo, Unione degli studenti Como, il consigliere comunale Luigi Nessi e la consigliera comunale Celeste Grossi.

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Una risposta a Csf scrive al prefetto di Como

  1. ecoinformazioni ha detto:

    L’ha ribloggato su .

    Mi piace

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