Restiamo umani/ Persone, anche senza documenti

14352087_591971484298249_5411596916699311739_o Un migrante che beneficia quotidianamente delle premure dell’#accoglienzafredda nostrana (lo chiameremo Benjamin), è scampato il 20 febbraio in città  ad una delle operazioni compiute dalla Questura di Como ai danni di stranieri trovati per strada senza documenti. Leggi nel seguito la sua testimonianza.

«We were going to eat at “Porta Aperta” when the police came with their cars and they asked us to show our documents. They took 7 guys: a guy from Nigeria, two guys from Ivory Coast, two guys from Mali, one guy from Guinea and one from Senegal. This happened at the bus stop near the church of Saint Bartholomew… It is terrible. No one knows where they drove the guys. The police car went into the direction of the Como San Giovanni train station, so probably they didn’t take them to the police station.»
«Stavamo andando a mangiare a “Porta Aperta” (Caritas), quando è arrivata la polizia con delle auto e ci ha chiesto di mostrare i nostri documenti. Hanno preso 7 ragazzi: un ragazzo dalla Nigeria, due ragazzi della Costa d’Avorio, due ragazzi del Mali, un ragazzo dalla Guinea e uno dal Senegal. Questo è accaduto alla fermata dell’autobus nei pressi della chiesa di San Bartolomeo … È stato terribile. Nessuno sa dove hanno condotto i ragazzi. La macchina della polizia è andata in direzione della stazione ferroviaria di Como San Giovanni, quindi probabilmente non sono stati portati in Questura.»
Nel pomeriggio abbiamo avuto notizia di scene simili a quelle descritte nei pressi dell’opera Don Guanella, dell’Oratorio di San Rocco e in Via Milano. Le persone fermate sono state presumibilmente portate a Taranto.
Ora, la rete di cui faccio parte (Como senza frontiere) ha speso, come si suol dire, fiumi di inchiostro per denunciare e condannare le pratiche persecutorie ai danni delle persone migranti, e che Benjamin, seppur in regola, venga fermato dalle forze dell’ordine sulla base del colore della sua pelle può solamente acuire la mia indignazione e, consequenzialmente, il mio impegno politico affinché ciò non accada più, ma probabilmente, nella migliore delle ipotesi, lascia indifferenti quanti hanno verso la questione migrazioni un approccio securitario.
Vorrei però oggi proporre una considerazione più ampia, che, nonostante sia stata frequentata diffusamente da una certa parte dell’informazione, è quantomai attuale: siamo abituati ad immaginare la “coperta” dei diritti alla pari della coperta delle risorse economiche. Tirando verso un lato, l’altro rimane inevitabilmente scoperto, così si pensa. Niente di più sbagliato. I diritti sono, per definizione, universali, indivisibili e interdipendenti. E non solo in quanto non è possibile cancellarne alcuni allo scopo di promuoverne altri. I diritti sono universali, indivisibili e interdipendenti perché garantendo e promuovendo un qualsiasi diritto di un qualsiasi uomo, viene garantito e promosso il diritto di tutti gli uomini. Oggi fermando arbitrariamente Benjamin, deportando i suoi compagni senza alcuna spiegazione, nel consenso più o meno esplicito di buona parte (a onor del vero, non della totalità) della cittadinanza, i diritti di tutti i comaschi sono stati calpestati. Bianchi, neri o arancioni, in quanto uomini la giornata di oggi costituisce un vulnus alla nostra dignità collettiva. Costituisce una disgustosa macchia sulla camicia bianca della nostra civile comunità di cittadini. Costituisce un vergognoso affronto alla memoria di quei tanti e quelle tante che hanno subito poco più di settant’anni fa i rastrellamenti e le deportazioni a firma Gestapo. Costituisce una terribile eco di violenza, prevaricazione e terrore. A Como, in Italia, in Europa il sonno della ragione non smette di generare mostri.
Restiamo umani! [Abramo Francescato]
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Una risposta a Restiamo umani/ Persone, anche senza documenti

  1. ecoinformazioni ha detto:

    L’ha ribloggato su .

    Mi piace

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