Commemorazione e sinergie contro la frontiera assassina/ I comboniani mettono a disposizione spazi per l’accoglienza ma non vengono usati

Un centinaio di persone hanno voluto dare al giovane maliano ucciso dalla frontiera italo-svizzera almeno il diritto a essere commemorato. Lui fulminato dalla linea ad alta tensione toccata  sul tetto di un convoglio ferroviario si ribellava alla violenza assassina che non permette a centinaia di migliaia di persone di valicare confini aperti alle merci, ma veri e propri muri per gli essere umani a cui vengono negati i documenti necessari a attraversarli. La manifestazione iniziata alle 14,30 a Balerna è arrivata alla Stazione San Giovanni di Como alle 15,15 e dal luogo simbolo (contemporaneamente) dell’incapacità delle istituzioni di affrontare il flusso di migranti e dell’attivismo umanitario di tante e tanti per mettere almeno una pezza all’inadeguatezza di chi avrebbe dovuto occuparsene.

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