Ricordi e sogni di un Abbondino d’oro

Abbiamo chiesto a Luigi Nessi, appena insignito (finalmente) dell’Abbondino d’oro, un primo commento. «La notizia me l’ha comunicata stamane Anna Veronelli. La mia prima reazione? Ma andate al diavolo! Perché io, in città ci sono molte altre persone che lo meritano più di me. Penso a don Giusto, a don Roberto, a Falvio Bogani, …

Mi dicono che è giusto così. Questo premio devo condividerlo con le tantissime persone che ho incrociato nella mia vita, iniziando dai miei genitori. Quando ero a Novara, anni di dopoguerra, tutte le domeniche veniva a casa mia un povero. Un pezzo di pollo per lui c’era sempre. Ho fatto le scuole con accampati nei corridoi gente del Polesine e gente dell’Istria. E la scuola si faceva tranquillamente, ricordo quelle belle ragazze, alte, capelli lunghi…

Poi ad Albate; orfano io e i miei fratelli siamo stati aiutati da tante persone.

Ricordo il Collegio, il lavoro…

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